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Tecniche invasive

Per terapia invasiva si intende quella praticata con strumenti invasivi o stabilmente impiantati nel paziente.
La terapia invasiva ha avuto un discreto sviluppo negli anni passati quando non si disponeva di farmaci efficaci e con pochi effetti collaterali; oggi si limita aun 3-5% del totale delle terapia praticate.fra le terapi invasive le più praticate sono
la iniezione peridurale di farmaci e la stimolazione elettrica midollare.
Le infiltrazioni perinervose di farmaci sono al limite fra terapia puramente farmacologica e terapia invasiva soprattutto quando vengoni infiltrati nervi periferici di difficile acesso (n. pudendo, femorale, n. cranici ecc) o quando si infiltrano gangli nervosi o radici spinali.

L'
iniezione peridurale (efficace soprattutto quando il dolore cronico interessa il segmanto cervicale e lombare della colonna) porta i farmaci, in genere anastetici locali e cortisonici a lento rilascio, direttamte a contatto con la dura madre da dove possono diffondere verso le radici nervose e le strutture del rachide.
La tecnica abbastanza diffusamente praticata nelle sciatalgie croniche, è in genere associata a un rischio modesto di eventi collaterali generali e locali. Tuttavia può essere associata a sanguinamento peridurale e compressione midollare in pazienti con difetti di coagulazione misconosciuti. Un altro effetto collaterale può essere quello infettivo che oggi grazie ai set usa e getta e al rispetto delle regoloe dell'asepsi è quasi annullato.
Gli altri rischi: iniezione sottodurale o intranervosa sono possibili solo con operatori inesperti o in presenza di anomalie anatoniche.

La
stimolazione elettrica midollare (vedi elettrostimolazione)
comporta l'inserimento a livello peridurale di un catetere stimolatore che viene collegato prima ad uno stimolatore estero (per un periodo breve per l’ottimale posizionamento e taratura) e poi ad uno interno messo in una tasca sottocutanea.
Il principio su cui si basa la metodica è quello della TENS, ma l'efficacia è assai superiore.

La
neuromodulazione farmacologica è una metodica che impiega un catetere peridurale a permanenza collegato con un reservoir che viene riempito con i farmaci. Il rilascio dei farmaci è controllato da una pompa o da un sistema resistivo di alta precisione. E' una metodica in genere efficace e a basso rischio, ma ad alto costo di instaurazione e mantenimento.

Le
neurolesioni chirurgiche o fisiche sono oggi una metodica assai poco utilizzata e limitata ai paziente con una aspettanza di vita limitata o nel caso di dolori atroci intrattabili in altra maniera.
Ozonoterapia
Consiste nella infiltrazione con bassi flussi di miscele di ossigeno e ozono.
Si è dimostrata efficace nelle patologie del disco intervertebrale e per patologie di tipo artrosico o degenerativo.
Meccanismo d'azione dell' Ossigeno-Ozono Terapia nel dolore
I dati emersi dalla ricerca scientifica , riconoscono a questo gas un duplice ruolo, antiinfiammatorio ed analgesico. Tali effetti sembrano essere dovuti alla combinazione di diversi meccanismi d'azione:

1) una minore produzione dei mediatori della flogosi (infiammazione)
2) l' ossidazione (inattivazione) dei metaboliti che agendo sulle terminazioni nervose provocano il dolore
3) un netto miglioramento della microcircolazione sanguinea locale, con un miglior apporto di ossigeno ed una più rapida eliminazione delle sostanze tossiche , indispensabili per la rigenerazione delle strutture anatomiche lese; ciò spiegherebbe i frequenti effetti di riparazione della lesione che possono essere presenti nei controlli diagnostici strumentali eseguiti a distanza dal trattamento.

Il giudizio sulla efficacia di questa terapia è ancora oggetto di valutazione soprattutto come unico presidio terapeutico.