La malattia "Dolore"

Alcuni recenti studi confermano non solo che il dolore cronico è una malattia, ma addirittura che si autoalimenta, e che questo può accadere anche se non ne esiste più neppure la causa scatenante.
Se il dolore si perpetua a lungo, innesca meccanismi di sensibilizzazione a livello del sistema nervoso centrale che poi procedono autonomamente. Nel cervello si modificano e si attivano specifici recettori, a prescindere dalla causa iniziale. In questo hanno un ruolo centrale le cellule gliali, che nutrono e “sostengono” i neuroni: in caso di dolore cronico producono citochine, che avviano un circuito di segnalazioni auto-riverberanti, contribuendo al mantenimento della sensazione dolorosa».
Il dolore quindi con un meccanismo attivo, che si autoalimenta; di recente è stato scoperto che in caso di dolore cronico i neuroni del giro cingolato, un’area della corteccia prefrontale associata alla componente emotiva del dolore, diventano più eccitabili: in pratica, mandano più impulsi e ciò porta a un incremento della percezione dolorosa. Se costantemente attivati, i neuroni, costruiscono una sorta di “traccia mnemonica del dolore”, persistente e irreversibile.
Il fatto che queste cellule si trovino in un’area che sovrintende alle emozioni conferma quindi che il dolore ha una forte componente emotiva; lo conferma anche una ricerca dell’Università di Tel Aviv, che ha dimostrato infatti che lo stress riduce la capacità di tollerare il dolore, dato che saltano i meccanismi che lo tengono sotto controllo.
Di seguito vengono elencati i più comuni termini che si riferiscono al dolore cronico.

iperalgesia: Una risposta aumentata ad uno stimolo che è normalmente doloroso. Nota: L 'iperalgesia riflette un dolore aumentato su una stimolazione sopraliminale. Per il dolore provocato da stimoli che solitamente non sono dolorosi, si preferisce il termine allodinia, mentre iperalgesia è più propriamente impiegato per i casi con aumentata risposta e soglia normale o con soglia aumentata, es. pazienti con neuropatia. Si dovrebbe anche riconoscere che nell'allodinia stimolo e risposta hanno modalità diverse, mentre nell' iperalgesia le modalità sono le stesse. L 'evidenza attuale suggerisce che l'iperalgesia è una conseguenza di una perturbazione del sistema nocicettivo con sensibilizzazione periferica o centrale o entrambe, ma è importante distinguere tra il fenomeno clinico, enfatizzato da questa definizione, e la sua interpretazione, che può ben cambiare con il progredire delle conoscenze. Iperestesia: Aumentata sensibilità alla stimolazione, esclusi i sensi speciali. Nota: Si dovrebbero specificare lo stimolo e la sede. Iperestesia può riferirsi a varie modalità di sensibilità cutanea, inclusa la sensazione tattile e termica senza dolore, così come il dolore. Il termine viene impiegato per indicare sia una diminuzione della soglia a qualunque stimolo che un'accentuata risposta a stimoli che vengono normalmente riconosciuti. Si suggerisce il termine allodinia per il dolore conseguente a stimolazione normalmente non dolorosa. L 'iperestesia comprende sia l 'allodinia che l' iperalgesia, ma, quando possibile, si dovrebbero usare i termini più specifici.
Iperpatia: Una sindrome dolorosa caratterizzata da una reazione anormalmente dolorosa ad uno stimolo, specie a uno stimolo ripetitivo, come pure da una soglia aumentata. Nota: Può verificarsi con allodinia, iperestesia, iperalgesia o disestesia. Possono essere presenti errata identificazione e localizzazione dello stimolo, ritardo, sensazione irradiata e sensazione postuma, e il dolore è esplosivo come caratteristica. I cambiamenti in questa nota sono rappresentati dalla specificazione dell'allodinia e dall' esplicita inclusione dell'iperalgesia. Precedentemente l'iperalgesia era suggerita, dal momento che l'iperestesia era menzionata nella nota precedente e l'iperalgesia rappresenta un caso particolare di iperestesia.
Ipoalgesia: Diminuito dolore in risposta ad uno stimolo normalmente doloroso. Nota: L 'ipoalgesia era stata formalmente definita come diminuita sensibilità alla stimolazione nociva, facendone un caso particolare dell’ipoestesia. Comunque, ora si riferisce soltanto al verificarsi di un dolore relativamente minore in risposta alla stimolazione dolorosa. Ipoestesia: Diminuita sensibilità allo stimolo, esclusi i sensi speciali. Nota: Da specificare la stimolazione e la sede.
Neuropatia: Un disturbo di funzione o cambiamento patologico in un nervo: mononeuropatia se a carico di un singolo nervo, mononeuropatia multipla se a carico di più nervi, polineuropatia se diffuso e bilaterale. Nota: La nevrite è un caso particolare di neuropatia e attualmente il termine è riservato ai processi infiammatori a carico dei nervi. Con il termine neuropatia non si intende comprendere casi come neuraprassia, neurotmesi, sezione di un nervo o impatto transitorio come un colpo, uno stiramento o una scarica elettrica. Si applica il termine neurogenico al dolore dovuto a tali perturbazioni temporanee.
Neurone nocicettivo: neurone periferico o centrale del sistema somatosensoriale che è in grado di codificare e condurre l’impulso doloroso
Nevralgia: Dolore nel territorio di distribuzione di un nervo o nervi. Nota: L 'uso comune, specie in Europa, spesso implica una qualità parossistica, ma il termine nevralgia non dovrebbe essere riservato ai dolori parossistici.
Nocicettore: il recettore sensoriale ad alta soglia del sistema nervoso somatosensoriale periferico che è capace di trasdurre e codificare lo stimolo nocivo.
Nocicezione: il processo neurologico di codifica dello stimolo doloroso
Note: le conseguenze possono essere di tipo autonomico (come l’aumento della pressione arteriosa) o comportamentale (riflesso motorio di evitamento, o comportamenti di difesa complessi).
Parestesia: Una sensazione anormale, sia spontanea che provocata. Nota: Confrontare con disestesia. Dopo molte discussioni, si è concordato di raccomandare l'impiego del termine parestesia per descrivere una sensazione anormale non spiacevole, e disestesia preferibilmente per una sensazione anormale considerata sgradevole. Non incontra favore il fatto che si impieghi un termine (parestesia) per indicare sensazioni spontanee e l'altro termine per riferirsi a sensazioni provocate. In questo c'è un senso, dal momento che parestesia si riferisce a sensazioni anormali in generale, e potrebbe includere la disestesia, ma non è vero il contrario. Il termine disestesia non include tutte le sensazioni anormali ma solo quelle spiacevoli.
Sensibilizzazione : aumentata risposta dei neuroni nocicettivi  a stimoli afferenti normali, e/o il reclutamento di una risposta a un normale stimolo sotto-soglia.
Nota: la sensibilizzazione può comprendere una caduta della soglia e un aumento della risposta sovra-soglia. Possono inoltre presentarsi scariche spontanee e aumento del campo recettivo.
Sensibilizzazione centrale: aumentata risposta dei neuroni nocicettivi nel sistema nervoso centrale ad afferenze normali o sotto-soglia.
Sensibilizzazione periferica: aumentata risposta e abbassamento della soglia dei neuroni nocicettivi periferici per stimolazione dei campi recettivi.
Soglia di dolore: La più piccola esperienza di dolore che un soggetto può riconoscere come tale.
Nota: Tradizionalmente la soglia è stata spesso definita, come l'abbiamo definita noi formalmente, come la più piccola intensità di stimolo a cui un soggetto percepisce dolore. Appropriatamente definita, la soglia del dolore è veramente l' esperienza del paziente, mentre l'intensità misurata è un evento esterno. È stata pratica comune per la maggior parte di coloro che lavoravano nel campo della ricerca sul dolore definire la soglia in termini di stimolo, ma si dovrebbe evitarlo. Comunque lo stimolo soglia può essere riconosciuto come tale e misurato. Tra gli psicofisici, le soglie sono definite come il livello a cui il 5O% degli stimoli vengono riconosciuti. In questo caso, la soglia del dolore dovrebbe essere il livello a cui il 5O% degli stimoli vengono riconosciuti come dolorosi. Lo stimolo non è dolore e non può essere una misura del dolore.
Stimolo nocicettivo: un evento attuale o potenziale di danno tissutale trasdotto e codificato dai nocicettori
Tolleranza al dolore: Il massimo livello di dolore che un soggetto è preparato a sopportare. Nota: Come per la soglia del dolore, il livello di tolleranza al dolore è un'esperienza soggettiva dell' individuo. Gli stimoli che vengono normalmente misurati in relazione alla loro produzione sono gli stimoli del livello di tolleranza al dolore e non il livello stesso. Quindi al livello di tolleranza al dolore si applicano le stesse argomentazioni della soglia di dolore ed esso non è definito in termini di stimolazione esterna come tale.